2002-2003
SPETTACOLO - LABORATORIO
SEL... VIAGGIO
Lassociazione
ha prodotto uno spettacolo di teatro della terra, intitolato
Sel
Viaggio , nato da una ricerca stimolata dal mito delluomo
selvaggio di montagna, per la regia di Lidia Masala con attori, musicisti,
giocolieri, cantastorie. Sel
viaggio è ora
uno spettacolo laboratorio aperto, proposto in vari Comuni della Provincia
di Torino e in città.
Debutto a Pragelato, per manifestazione Suoni dal Bosco,
8 Agosto 2002.
Seconda messa in scena in Torino, il 4 luglio 2003 a Belleville,
punto verde della città di Torino, in un particolare adattamento.
Lo spettacolo il 3 dicembre 2003, è stato presentato al teatro
Juvarra di Torino e il 5 dicembre al teatro Ideal di Borgone Susa.
Nellaprile 2004 si è aperto nuovamente un laboratorio
con le scuole di Torino nellambito delle proposte di Caleidoscopio,
Tempo Insieme, che ha prodotto la messa in scena di Sel
Viaggio
con i ragazzi, musicisti, giocolieri e attori professionisti il giorno
5 giugno 04 presso il centro della cultura per larte e
lespressività, Via Tollegno, Torino.
Professionisti coinvolti:
Attori: Cristina Fortisi, Francesca Ardesi, Pier Congiu ,
musicisti: Bandaradan, Elena Russo,
giocolieri: Davide Giacoletto, Enrico Giacometto.
In una ricostruzione di un ambiente
naturale, illuminato da lampade ad olio, il teatro della terra prende
vita. Figure di folletti, ninfe e musicisti invitano il pubblico a
seguirli in un viaggio verso il recupero della tradizione e delle
proprie radici.
Lo spettatore, entra in contatto con gli elementi naturali, terra,
aria, acqua e fuoco, per poi incontrare, nel percorso itinerante diversi
quadri. I quadri evocano luomo selvaggio, come recupero antropologico
di un uomo, che ritorna alle sue radici. Il tutto sarà accompagnato
da ritmi di percussioni e musica dal vivo e dalla danza come rappresentazione
di antiche consuetudini, ancora in uso presso villaggi, dense di rituali
selvaggi e spontanei anche in contrasto con la figura del selvaggio
moderno, tifoso accanito e discotecaro notturno.
Vuole essere, non un modo di fare teatro istituzionale, ma di coinvolgimento
dello spettatore, per sensibilizzarlo verso una fascinazione dei luoghi
della terra e dei vari aspetti delle nostre città.